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I Venerdì Piacentini si chiudono con un altro bagno di folla. E già si pensa al 10° anniversario

Un pubblico di almeno 250.000 visitatori. Un indotto di 7 milioni di euro per il commercio locale. 2.000.000 di persone che seguono la kermesse sui social. Piacenza raccontata dai media di Milano, Parma, Cremona, Lodi, persino Rimini. Per comprendere a fondo cosa siano i Venerdì Piacentini e cosa rappresenti, oggi, questo festival per VP5la città di Piacenza occorre fare un piccolo salto indietro nel tempo a 10 anni fa, quando gli spettacoli estivi erano concentrati prevalentemente in piazza Cavalli e i negozi che tenevano aperte le serrande la sera non erano che poche decine. Allora si chiamavano “Venerdì Aperti” e non funzionavano più come in passato; inoltre i commercianti stavano iniziando a fare i conti con gli effetti devastanti della crisi economica del 2009. In pochi ricordano che in quegli anni, in centro, i bar aperti dopo cena si contavano sulle dita di una mano.


Il Comune di Piacenza, coinvolgendo Camera di Commercio, Unione Commercianti e Confesercenti, volle tentare un’ultima carta, lanciando all’agenzia di comunicazione Blacklemon la sfida di ideare un nuovo format che riuscisse a coinvolgere i commercianti del centro storico e ad interessare turisti dalle città vicine.


Blacklemon non aveva mai realizzato un evento en plein air prima di allora, ma poteva contare sul fatto di essere una delle primissime agenzie in Italia ad avere puntato sui social media, diventando un punto di riferimento nell’ambito del digital marketing. Insieme all’Associazione Quartiere Roma e ad Antonio Resmini, esperto delle problematiche del centro storico, Nicola Bellotti presentò un nuovo progetto che metteva al centro, per la prima volta, la strategia di comunicazione. Apparve subito chiaro che il 90% degli investimenti pubblicitari sarebbe stato impiegato per promuovere Piacenza fuori dai confini provinciali, in Emilia e in Lombardia, con il preciso intento di portare turisti in città affinché ne derivasse un maggiore indotto per il commercio.


In uno dei passaggi chiave del format depositato nel 2011 da Blacklemon, si legge: “Quanto più il festival resterà ancorato agli elementi caratteristici del territorio, come le espressioni artistiche locali o l’enogastronomia, tanto più circoscritte saranno le ricadute economiche, soprattutto se riusciremo a coinvolgere attivamente i pubblici esercizi e i negozi perché arricchiscano il programma con le loro iniziative. L’effetto sulla crescita negli anni successivi, dipenderà dalla capacità del festival di accrescere la notorietà di Piacenza come destinazione turistica, moltiplicando così, edizione dopo edizione, i risultati raggiunti”.


La ricetta che ha portato i Venerdì Piacentini non solo ad un successo di pubblico, ma a generare l’indotto economico sperato sul commercio, marca differenze significative rispetto agli eventi organizzati negli anni precedenti.

In primo luogo il festival non si svolge più solo nell’area di piazza Cavalli, ma la location viene estesa a tutta l’area interna alle mura farnesiane di Piacenza, interessando in particolare le tradizionali vie commerciali e le piazze principali (Cavalli, Duomo, Borgo, S.Antonino).

Agli spettacoli con “nomi di richiamo” (che tenevano il pubblico fermo e seduto per tutta la serata in un unico luogo) vengono preferiti tanti piccoli eventi diffusi in tutto il centro, differenziati per genere ed orario, in modo che i visitatori siano spinti a camminare passando davanti alle vetrine.

Nella composizione del programma almeno l’80% del cartellone è dedicato a musicisti ed artisti locali, alla promozione di monumenti, chiese e musei in centro e alle discipline sportive comunque riconducibili al territorio di Piacenza.


“Tra gli elementi che caratterizzano maggiormente i Venerdì Piacentini”, spiega Susanna Pasquali di Blacklemon, “c’è anche la scelta di tenere fisse le date del festival che si svolge sempre, da ormai 9 anni, nelle ultime 2 settimane di giugno e nelle prime 3 di luglio. In questo modo siamo riusciti a creare attesa e a fidelizzare buona parte del nostro pubblico”.


“Grazie ai Venerdì Piacentini siamo riusciti a fare sistema a Piacenza,” aggiunge Antonio Resmini dell’Associazione Quartiere Roma. “Dalla prima edizione del 2011 ad oggi, il format è stato ulteriormente perfezionato, grazie al confronto costante con Confcommercio, Confesercenti, FIPE, ma anche con piccoli gruppi di commercianti che ci hanno aiutato a comprendere problemi e opportunità di ogni zona del centro”.


Merita un’ultima riflessione anche l’aspetto economico del festival che, è giusto ricordarlo, viene finanziato quasi totalmente grazie alle aziende che espongono i propri stand nell’area di piazza Cavalli e ad alcuni sponsor privati come Iren, Credit Agricole e Terrepadane. Il contributo di 16.000 euro che mette a disposizione il Comune di Piacenza (con la formula della collaborazione o indicendo un bando come è avvenuto quest’anno), viene sostanzialmente restituito all’Ente pagando le spese relative all’occupazione di suolo pubblico, versando le cauzioni e stipulando le polizze fideiussorie necessarie, e non copre nemmeno lontanamente gli oneri che il Comune stesso impone per poter operare in centro storico. E’ certamente un aiuto prezioso, ma è di fatto quasi irrilevante nella composizione del budget. Nel 2018 il Comune non ha contribuito e il festival è stato realizzato ugualmente (perdendo però piazza S.Antonino).

“Decisamente più rilevante, invece, è il fattore tempo”, sottolinea Nicola Bellotti. “Il Comune ha scelto di indire un bando pubblico per offrire un contributo economico a chi avesse proposto la migliore idea per un festival estivo con un impianto sostanzialmente identico al nostro format. La procedura si è conclusa nel mese di maggio, mettendo l’organizzatore nelle condizioni di dover costruire un mega evento come i Venerdì Piacentini in 15 giorni, invece che in sei mesi, riducendo drasticamente la possibilità di trovare finanziamenti privati. A causa dei tempi troppo stretti, per esempio, quest’anno per la prima volta abbiamo perso il sostegno della Camera di Commercio e tutti i possibili main partner non avevano i tempi tecnici per poter deliberare una sponsorizzazione”.


L’anno prossimo i Venerdì Piacentini di Blacklemon compierebbero 10 anni. “Abbiamo già un progetto ambizioso al quale stiamo lavorando e certamente lo proporremo alla città, presentando la nostra proposta il più presto possibile in Comune,” conclude Nicola Bellotti. “Speriamo ovviamente di avere la possibilità e soprattutto i tempi di poterla realizzare”.